ULTIMATUM ALITALIA

ULTIMATUM ALITALIA

Stiamo per superare l’ennesima proroga “ultimativa”. Il senso di responsabilità dell’intero panorama sindacale, testimoniato dalle poche ore di sciopero effettuate negli ultimi mesi – pure in presenza di vertenze che si trascinano irrisolte da anni – non può essere sostenibile all’infinito.

Il governo DEVE trovare la soluzione a questa annosa querelle, se necessario anche con un massiccio intervento diretto.

Superfluo ricordare a tutte le parti in causa l’importanza economica di una compagnia aerea nazionale per un paese dalle caratteristiche culturali e geografiche che ne fanno la destinazione turistica più desiderata al mondo.

La procedura di amministrazione straordinaria nella quale ci troviamo a causa dell’insolvenza degli azionisti precedenti è stata attivata ai sensi della legge Marzano.

A differenza della legge fallimentare, tale provvedimento non è finalizzato alla liquidazione bensì al risanamento delle grandi aziende in difficoltà, anche se gli opinionisti a tanto al chilo sostengono il contrario. Chiunque consideri il fallimento di Alitalia una soluzione auspicabile è un incosciente oppure mente sapendo di mentire.

Al coro si uniscono i sindacati poco portati alla reale tutela del Personale Navigante: aldilà della profonda ignoranza, l’unico motivo è quello di alimentare una sorta di paura tra i lavoratori che possa scardinare le giuste istanze dopo l’esito referendario.

Per noi i punti nodali sono due: da una parte, il perimetro aziendale, dall’altra il costo del lavoro.

Confael Assovolo si è sempre schierata per l’unicità aziendale e contro la dismissione di assets che farebbero di Alitalia una low cost, rinunciando definitivamente ad essere un vettore globale inserito in una partnership importante.

E al contempo questo assetto non può passare per la riduzione del costo lavoro, già comprovato come bassissimo, per pagare per l’ennesima volta il prezzo dell’unicità, sulla pelle del Personale Navigante.

Il Personale Navigante deve veder riconosciuta la peculiarità del lavoro e la specificità di un impiego massacrante, ai limiti della fattibilità; e riconosciuti i particolari rischi per la salute, bilanciati da un adeguata compensazione economica.

Il Personale Navigante deve avere il giusto contratto economico, con tutti i recuperi salariali ad oggi “utilizzati” per operazioni di salvaguardia di terzi.

Il Personale Navigante deve essere al centro del rilancio della futura azienda!

 29/04/2019                                                                                                                                                                                                                                                                                                       ASSOVOLO

www.assovolo.it

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