Category ALITALIA

LINATE, IL PREZZO DELLA CHIUSURA

La scrivente organizzazione Confael Assovolo – federata con Fast Confsal – desidera esprimere la propria preoccupazione circa la delicata questione della chiusura dell’aeroporto di Linate per i lavori di ristrutturazione e manutenzione delle piste nel periodo estivo, dal 27 luglio al 27 ottobre.

Sebbene tali lavori fossero ampiamente previsti e preannunciati da mesi da parte della S.E.A., ad oggi l’azienda ancora non ha ancora comunicato nulla ai naviganti coinvolti: non è dato sapere in che modo i lavoratori verranno distribuiti sugli aeroporti alternativi di Milano Malpensa e Bergamo Orio al Serio, né in che modo si intende provvedere al servizio di trasporto da e per i suddetti aeroporti, né si hanno notizie su come l’azienda intenda impiegare i naviganti che rientrino nelle casistiche particolari, genitori affidatari e legge 104 tanto per fare un esempio.

La base Linate gestisce la stragrande maggioranza dei voli Alitalia dell’area lombarda, e genera un importante percentuale dei ricavi aziendali: tanta approssimazione nella programmazione dell’impiego del personale navigante a poco più di due mesi dalla chiusura non lascia presagire nulla di buono.

La Confael Assovolo sollecita un chiarimento urgente sulle molteplici questioni aperte da questo trasferimento ormai alle porte, e non sarà disposta a tollerare che la disorganizzazione aziendale venga scaricata ancora una volta sulle spalle dei naviganti! Noi ci impegniamo a tutelare con ogni mezzo tutti i colleghi della Base Milano, che hanno il diritto di conoscere il loro futuro prossimo e di potersi organizzare di conseguenza quest’estate: le persone non sono pacchi postali da spedire da un posto all’altro senza preavviso!

La grave crisi in cui versa Alitalia, di cui ancora non si vede la soluzione malgrado i ripetuti annunci governativi, non ci permette di perdere nemmeno un solo passeggero a favore della concorrenza: se disservizi ci saranno nessuno si permetta di addossarne la responsabilità ai lavoratori!

11 maggio 2019                                                                                                                                                                                                                                                                                                        ASSOVOLO

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ULTIMATUM ALITALIA

Stiamo per superare l’ennesima proroga “ultimativa”. Il senso di responsabilità dell’intero panorama sindacale, testimoniato dalle poche ore di sciopero effettuate negli ultimi mesi – pure in presenza di vertenze che si trascinano irrisolte da anni – non può essere sostenibile all’infinito.

Il governo DEVE trovare la soluzione a questa annosa querelle, se necessario anche con un massiccio intervento diretto.

Superfluo ricordare a tutte le parti in causa l’importanza economica di una compagnia aerea nazionale per un paese dalle caratteristiche culturali e geografiche che ne fanno la destinazione turistica più desiderata al mondo.

La procedura di amministrazione straordinaria nella quale ci troviamo a causa dell’insolvenza degli azionisti precedenti è stata attivata ai sensi della legge Marzano.

A differenza della legge fallimentare, tale provvedimento non è finalizzato alla liquidazione bensì al risanamento delle grandi aziende in difficoltà, anche se gli opinionisti a tanto al chilo sostengono il contrario. Chiunque consideri il fallimento di Alitalia una soluzione auspicabile è un incosciente oppure mente sapendo di mentire.

Al coro si uniscono i sindacati poco portati alla reale tutela del Personale Navigante: aldilà della profonda ignoranza, l’unico motivo è quello di alimentare una sorta di paura tra i lavoratori che possa scardinare le giuste istanze dopo l’esito referendario.

Per noi i punti nodali sono due: da una parte, il perimetro aziendale, dall’altra il costo del lavoro.

Confael Assovolo si è sempre schierata per l’unicità aziendale e contro la dismissione di assets che farebbero di Alitalia una low cost, rinunciando definitivamente ad essere un vettore globale inserito in una partnership importante.

E al contempo questo assetto non può passare per la riduzione del costo lavoro, già comprovato come bassissimo, per pagare per l’ennesima volta il prezzo dell’unicità, sulla pelle del Personale Navigante.

Il Personale Navigante deve veder riconosciuta la peculiarità del lavoro e la specificità di un impiego massacrante, ai limiti della fattibilità; e riconosciuti i particolari rischi per la salute, bilanciati da un adeguata compensazione economica.

Il Personale Navigante deve avere il giusto contratto economico, con tutti i recuperi salariali ad oggi “utilizzati” per operazioni di salvaguardia di terzi.

Il Personale Navigante deve essere al centro del rilancio della futura azienda!

 29/04/2019                                                                                                                                                                                                                                                                                                       ASSOVOLO

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